parco giardino sigurtà

Parco Giardino Sigurtà, una meta per famiglie

 

Vera e propria oasi naturale sulle sponde del fiume Mincio, il Parco Giardino Sigurtà è uno dei luoghi naturali più belli d’Italia. Si tratta di un parco all’italiana, dalla storia antichissima, che insieme al Giardino di Ninfa è considerato uno dei parchi più belli al mondo.

La sua storia antichissima, l’enorme estensione e la sua bellezza naturale lo rendono un luogo valido da scoprire insieme a tutta la famiglia. È infatti una meta sicura, facile da raggiungere e particolarmente piacevole da visitare nella bella stagione. Ecco perché, con l’arrivo della primavera, non vedrete l’ora di visitarlo con i bambini al seguito.

Tutto quello che c’è da sapere sul Parco Giardino Sigurtà

Dove si trova

Il Parco Giardino Sigurtà si trova nella località veneta di Valeggio sul Mincio, bellissimo borgo non lontano dal Lago di Garda. Nel cuore della provincia veronese occidentale, dista 141 km da Venezia, 28 dal capoluogo di provincia e solo 12 chilometri da Peschiera del Garda.

Dimensioni

Questo grande spazio verde ha una superficie complessiva di 600.000 metri quadrati (60 ettari). La pianta è vagamente trapezoidale, con una lunghezza massima di 1,3 chilometri e una larghezza di circa 500. È collocato sulla sponda orientale del fiume Mincio e a nord del borghetto di Valeggio.

Orari e biglietti

In virtù delle sue dimensioni la visita completa richiede un giorno, con gli orari d’apertura che cambiano a seconda delle stagioni (il parco è chiuso da novembre a febbraio) e come segue:

  • Marzo, ottobre: 9 – 18
  • Da aprile a settembre: 9 – 19

L’ingresso è a pagamento ed è consentito fino a un’ora prima della chiusura. I biglietti hanno un costo variabile dai 7,50 euro (5-14 anni) a 14,50 (adulti). Sono previste riduzioni per accompagnatori, over 65 mentre per disabili 100% e under 4 è gratuito. È inoltre possibile accedere ad abbonamenti stagionali per adulti (65 euro) e ragazzi (30 euro).

Cenni storici

La nascita di una zona protetta dove ora si trova il Parco Giardino Sigurtà risale addirittura al XV secolo. Fu Gerolamo Nicolò Contarini, nel 1407, ad acquistare una antica tenuta agricola che sorgeva proprio sulle sponde del Mincio. Un territorio florido e favorevolissimo, che prendeva allora il nome di brolo cinto de mura, ovvero dei campi coltivati protetti da una fortificazione muraria.

Dieci anni dopo il Contarini costruisce una prima casa di rappresentanza, la Domus Magna, dando una prima istanza di nobiltà al luogo. Nel 1436 la proprietà passò ai Guarienti, che coltivarono sia gli spazi agricoli che il giardino vero e proprio. Questo, ricco di sentieri interni, era già ad allora particolarmente bello, e col passare del tempo fu sempre più preponderante.

Nel 1616 il parco passa ai Maffei, che costruirono una nuova dimora di rappresentanza e nel 1699 ottennero di utilizzare l’acqua del Mincio per irrigare i giardini. Fu Antonio Maffei, tra Settecento e Ottocento, a dare a questo spazio verde la connotazione unica di giardino all’inglese. Nel corso del tempo il parco passò nuovamente di proprietà, dai Maffei ai Nuvoloni a Maria Paulon. A inizio Novecento il parco era trascurato e in condizioni pessime. Fu Giuseppe Carlo Sigurtà a comprarlo nel 1941 e lavorare alacremente per trasformarlo nel paradiso green che è oggi.

viale delle rose
Il Viale delle Rose nel cuore del Parco Giardino Sigurtà

Il Parco Giardino Sigurtà oggi

Visitare il Parco Giardino Sigurtà con tutta la famiglia, soprattutto in primavera ed estate, vuol dire concedersi una full immersion nel verde. Sono tantissime le attrazioni che vi si possono scoprire, come il Viale delle Rose: lungo un chilometro, ai lati vi sono piantate ben 30.000 piante di rose Queen Elizabeth, Hybrid Polyantha e Floribunda. Le bambine ameranno scoprire questo luogo che sembra uscito da un libro delle fiabe.

Bellissimo anche il Labirinto al cui centro c’è una torretta con cupola che domina tutto il percorso verde e il Grande Tappeto Erboso, un sofficissimo (ed enorme) manto verde con laghetti, ninfee e piante di ogni colore. Da visitare anche l’Eremo di Laura e il Castelletto, mentre i piccoli non vedranno l’ora di accarezzare gli animali nella Fattoria didattica e ammirare gli abitanti della Valle dei daini.

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Stefano Maria Meconi

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